4 maggio, covid-19, quarantena
Quarantena

Il 4 maggio e le aspettative deluse

CHE COSA RAPPRESENTAVA PER TUTTI NOI IL 4 MAGGIO, DATA INDIVIDUATA DAL GOVERNO COME INIZIO DELLA COSIDDETTA “FASE 2”? PERCHÉ SIAMO RIMASTI DELUSI?

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di ieri sera (https://www.youtube.com/watch?v=tXxQBLNZZqA), ha cercato di spiegarci in che modo riprenderemo gradualmente a vivere le nostre vite verso la “normalità”. Ho sentito e letto molti commenti riguardo alle decisioni prese e quello che aleggia è un forte senso di delusione. Ci si aspettava di più, si sperava che la Fase 2 avrebbe portato fin da subito grandi cambiamenti nella nostra quotidianità.

E invece no.

Anche se qualcuno ricomincerà a lavorare, la maggioranza di noi continuerà a vivere in quarantena. Potremo rivedere i nostri cari ma non potremo ancora abbracciarli o trascorrere del tempo in loro compagnia come in passato. E la definizione di “cari” è quello che ha suscitato maggiore malcontento. Si tratta dei parenti, dei congiunti così come lo prevede la legge. Ma molti di noi vivono in città in cui la loro unica famiglia sono gli amici o i fidanzati. Ci si chiede perché questi rapporti non abbiano pari dignità.

Non discuto il provvedimento, sia chiaro: una decisione andava presa e onestamente era poco plausibile che si potesse aprire a tutte le relazioni sociali che intratteniamo. Ma comprendo il disagio psicologico che il provvedimento causa, perché inevitabilmente esclude dalla riapertura una fetta enorme di popolazione.

Che poi, diciamoci la verità, non tutti stanno aspettando con trepidazione il momento in cui potremo tornare alla vita di prima!

Ho sentito diverse persone dire che in fondo in quarantena non si sta così male. Basterebbe modificare qualche piccolo limite per stare davvero meglio. Anzi, ad alcuni la fine della quarantena fa proprio paura. L’idea di ricominciare la routine che contraddistingueva le nostre vita pre covid-19 può destabilizzare perché per molti i ritmi di questa reclusione costituiscono la riscoperta di una vita più intima, raccolta, fatta di piccole cose.

Allora cosa ci ha deluso? Cosa ci aspettavamo davvero?

Molti di noi avevano delle aspettative elevate, forse irrealistiche e quasi magiche: è chiaro che non potevano che essere deluse. Ci hanno aperto uno spiraglio da cui filtra un piccolo raggio di sole. Ma la stanza è ancora buia, non basta quella piccola luce ad illuminare i nostri giorni. Forse il discorso del Presidente ci ha, ancora una volta, sbattuto in faccia il fatto che da questa pandemia non usciremo in fretta. Molti di noi non potranno riabbracciare la propria famiglia per lungo tempo, perché fuori dalla loro regione di residenza. Per alcuni il problema è economico: molti professionisti non possono ancora ricominciare a lavorare e questo pesa enormemente sulla loro qualità della vita. I bambini continueranno a stare in casa e i genitori dovranno ancora occuparsi di loro tutto il giorno o trovare qualcuno che possa farlo al loro posto qualora debbano rientrare a lavoro. Niente vacanze estive probabilmente: non solo in tanti non avranno i soldi per andare in vacanza, ma in ogni caso è molto probabile che non ci si potrà spostare dalla propria regione (e non tutte le regioni sono bagnate dal mare!). E si potrebbe continuare così a lungo, volendo prendere in considerazione tutte le situazioni in cui gli italiani vivono oggi.

Insomma siamo arrabbiati, bisogna ammetterlo, ognuno con la sua motivazione e con le sue esigenze. Come biasimarci… stiamo arrancando da tempo, con fatica, verso questo miraggio che era il 4 maggio.

Ma ci viene chiesto ancora di aspettare.

D’altra parte aspetteremo, non possiamo fare altrimenti. Possiamo però cercare di porci obiettivi a breve termine e sperare che di settimana in settimana vengano sbloccati altri tasselli fino ad ottenere ciascuno un po’ di più. Basta pensare a cosa accadrà nei prossimi mesi! Non possiamo prevederlo. Possiamo cominciare a pensare a cosa faremo la prossima settimana, a cosa potremo fare in più: qualche passeggiata al parco, ad esempio. E poi la settimana successiva e così via, fino all’uscita del tunnel covid-19.

P.S.: Sono una fan di Star Wars e come tale so che il 4 maggio rappresenta una data simbolo: May the Force be with you, che vuol dire “La Forza sia con te“, in riferimento alla pronuncia della frase che richiama appunto la data del 4 maggio. Insomma, un giorno di speranza e di augurio. Troviamo in questo 4 maggio 2020 un’ulteriore forza per andare avanti. Ancora impegno e fiducia nel fatto che prima o poi usciremo da questa drammatica situazione, anche se a passo di lumaca!

Illustrazione di Pretty Sleepy Art

Leggi anche la mia riflessione I nostri bisogni durante la quarantena.

Lascia un commento