Psico-tecnologie: opportunità o pericolo?

Derrick de Kerckhove (1995), esperto mondiale di tecnologie digitali, sostiene che televisione, computer, internet, realtà virtuale sono “psicotecnologie”. Secondo lo studioso si tratta di vere e proprie tecnologie della psiche, capaci di influenzare la mente umana in modo sottile. I media elettronici, infatti, svolgono una straordinaria funzione di estensione del pensiero e di altre importanti facoltà umane come il linguaggio, la comunicazione, l’intelligenza. La rivoluzione digitale porta con sé inevitabili contraddizioni e problematiche, divenute ormai oggetto di studio da parte di più discipline scientifiche.

Un labirinto senza centro

La Rete è praticamente un labirinto senza centro, continuamente ridisegnato. Ormai si tratta del nostro primo strumento di conoscenza ma al tempo stesso costituisce uno spazio di smarrimento. Questo perché Internet aumenta le nostre possibilità mentali e sensoriali e amplifica i vissuti emotivi ed affettivi. Attraverso la Rete sentiamo noi stessi e gli altri in modo diverso. Si tratta di un fenomeno sempre in espansione e non ci si può opporre ad esso. Nessuno può ormai rinunciare ai benefici derivanti dall’uso di Internet. Tuttavia abbiamo il dovere di comprendere la portata di questa rivoluzione.

Lo strumento del narcisismo

Un aspetto di cui spesso si discute, ad esempio, è quello della crisi delle relazioni. Si potrebbe dire che la rivoluzione digitale abbia dato forza allo sviluppo di un fenomeno già presente nella società. Il narcisismo e l’individualismo delle società moderne hanno trovato nella Rete un perfetto strumento di diffusione. Le relazioni diventano più instabili, “strumentali”, necessitano costantemente di un pubblico virtuale che esprima il proprio giudizio. E ancora, si diffonde sempre più una cultura dell’immagine. Nascosti dietro un monitor ci si può presentare in un modo diverso da quello che realmente si è. L’identità stessa diventa ambigua, cambia in base all’immagine che vogliamo dare di noi. Chiaramente questo si riflette nell’instabilità delle relazioni, di cui non ci si vuole assumere nessuna responsabilità. Quello che conta è essere visti dagli altri, ricevere le attenzioni che magari nella vita quotidiana ci mancano. E se per ottenere questo è necessario fingere di essere diversi, siamo pronti a pagare questo prezzo. Non ci sono limiti ed è esattamente questo che può portare a conseguenze estremamente negative.